Quando nostro figlio balbetta

A volte il bambino, di età inferiore a quattro anni, parla, riesce a farsi capire, ma il suo discorso é involontariamente inframmezzato da esitazioni, ripetizioni o prolungamenti di sillabe e di suoni. A questa età una forma di balbuzie fisiologica è del tutto normale: riguarda circa il 10% dei bimbi e di solito si risolve spontaneamente.

Se il bambino è però già in età prescolare o scolare e il disturbo persiste, è bene interpellare uno specialista: potrebbe trattarsi di balbuzie.

Non conviene aspettare nella speranza che il disturbo si risolva da sé.
La consultazione di uno Psicologo permetterà di affrontare e inquadrare un problema che non va sottovalutato in quanto può condizionare fortemente la vita di relazione.

Cosa fare se vostro figlio balbetta

  • Accettare il bambino con il suo disturbo creandogli intorno un mondo accogliente dove il suo “problema” non venga sottolineato e ingigantito;
  • Ascoltare il bambino quando parla, anche se si mette a balbettare, con attenzione e serenità, senza mostrare fretta, ansia, insofferenza;
  • Lasciare che concluda sempre il suo discorso, anche se richiede più tempo;
  • Parlare molto al bambino, in modo rilassato e lento, ma senza scandire troppo le parole. Il bambino noterebbe la differenza di come ci si rivolge a lui e ingigantirebbe dentro di sé il suo problema.
  • Valorizzare le altre qualità del bambino in modo da aumentare la sua autostima. Per esempio se ama disegnare sottolineare questa sua capacità e aiutarlo a potenziarla.
  • Portarlo da uno psicologo per sostenerlo dal punto di vista emotivo, sia in riferimento al balbettare che a ciò che gli causa una chiusura relazionale ed emotiva sottostante alla problematica

Cosa non fare

  • Non anticipare il bambino quando parla, completando le parole o le frasi e non interromperlo dicendogli che si è già capito. Per lui è una mortificazione;
  • Evitare che debba conquistarsi da solo il diritto di parlare, per esempio dovendo gridare per farsi ascoltare;
  • Prendere l’abitudine di parlare uno alla volta;
  • Non dargli di vostra iniziativa indicazioni su come parlare per risolvere la sua difficoltà e neppure promettergli premi se parla correttamente. Accrescete soltanto il suo problema;
  • Quando parla non mortificatelo davanti agli altri, parenti e non parenti, assumendo un aria ansiosa o annoiata. Dimostrate invece interesse e piacere per quello che dice.
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