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Qual è la tua dimensione d’organo?

Scoprite cosa significa che noi siamo la nostra malattia

Il modo di strutturare la mente e i pensieri, le emozioni, l’attività energetica e spirituale e le funzioni fisiologiche, comprese le malattie esprimono tutti lo stesso significato.

Quando abbiamo sintomi di un disturbo, noi non abbiamo quel disturbo ma “siamo” quel disturbo.

Tutto il nostro essere partecipa a quello squilibrio e non solo l’organo che ne è vistosamente danneggiato.

Ad esempio: quando Sara soffre di asma, non ha alterata solo la mappa respiratoria, ma lei stessa é la sua asma.
È asmatica nei suoi pensieri, nelle sue emozioni, nel suo modo di rapportarsi agli altri e alla vita, nel suo sentirsi soffocata ad ogni livello, incapace di respirare l’esistenza.
Il suo gonfiore ai polmoni é l’espressione fisica del suo intrappolamento esistenziale.
Anche quando Sara sta bene usa il seguente modo di parlare: “in quell’ambiente mi sento soffocare”, “lasciami respirare”, “sentiamo che aria tira”, “è una sensazione impalpabile”, e così via.
Nelle relazioni ha bisogno del suo spazio, non ama una stretta vicinanza corporea.

Questa è la dimensione d’organo, la predisposizione ad esprimere un sintomo con un organo o apparato, la percezione di sé come se si fosse quell’organo o quell’apparato non in equilibrio in modo che le condizioni alterate dell’organo si ritrovano anche in tutti gli altri organi, nel linguaggio, nella postura del corpo, nel muoversi, nel vestirsi, nel gesticolare, nella modalità di relazione e nel modo di vivere e manifestare la propria creatività.

Lo stesso succede a tutti noi, in modo più o meno evidente, in relazione al disagio.

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