Crisi di mezza età. Dopo i 40 anni aumenta il rischio di ansia e depressione.

La fase di vita compresa tra i 40 e i 50 anni rappresenta un periodo molto delicato nello sviluppo di un essere umano, proprio per i cambiamenti ambientali e interpersonali che ne conseguono.

Pensiamo all’uscita dal nido dei figli che comporta un riassetto della dimensione di coppia da genitoriale a coniugale; una realizzazione familiare, sociale, lavorativa; la presenza di malattie o la perdita dei propri genitori; eventuali cambiamenti corporei; il bilancio della propria vita.

Si tratta di un periodo delicato durante il quale le persone si interrogano sul proprio operato di vita e spesso si mette in discussione quella che è stata la propria vita fino a quel momento.
Ci si interroga su ciò che abbiamo fatto e su tutto ciò che non abbiamo vissuto.
In questo periodo si assiste ad un aumento delle patologie dell’umore, come la depressione, legata ad una condizione di vita in cui ci siamo imprigionati o in cui ci hanno imprigionato o ci siamo lasciati imprigionare.

Le scelte che la persona attuerà per reagire alla sua crisi saranno fondamentali per la sua crescita personale ed evoluzione.
Ricordo che il termine crisi indica “messa in discussione” per trovare un nuovo equilibrio.
In questo senso, la crisi, ci aiuterà a ritrovare noi stessi, a riscoprire delle parti di noi mai considerate prima che saranno in grado di arricchirci e migliorare la nostra qualità di vita, orientandoci rispetto a quale strada percorrere.

Non sempre le crisi vengono per distruggere, ma anche per rinascere, anche se si dovesse passare attraverso un periodo doloroso per raggiungere poi la nostra serenità.

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